Xylella, ulivi infetti da censire. In Puglia parte lo studio sulla malattia

Maria Clau­dia Miner­va Quotidianodipuglia.net QUANTI ULIVI han­no la xylel­la? Una doman­da alla qua­le non si è mai data una rispo­sta pre­ci­sa, ali­men­tan­do per­ples­si­tà che han­no spin­to alcu­ni a rite­ne­re che il peri­co­lo­so bat­te­rio da qua­ran­te­na abbia un’incidenza infi­ni­te­si­ma­le sul­la moria degli albe­ri. Ora que­sti dub­bi saran­no chia­ri­ti una vol­ta per tut­te. Par­te, infat­ti, uno stu­dio epi­de­mio­lo­gi­co sul­la xylel­la fasti­dio­sa, comin­cian­do con inda­gi­ni più appro­fon­di­te rispet­to ai pro­to­col­li di moni­to­rag­gio con­cor­da­ti con la DG San­te euro­pea. E’ quan­to ha annun­cia­to il diret­to­re del Dipar­ti­men­to regio­na­le all’Agricoltura, Gian­lu­ca Nar­do­ne, dopo le pole­mi­che sui dati dif­fu­si nei gior­ni scor­si che han­no ali­men­ta­to le con­vin­zio­ni che la xylel­la abbia col­pi­to una per­cen­tua­le bas­sis­si­ma di uli­vi. I dati in que­stio­ne sono quel­li sui cam­pio­ni pre­le­va­ti nell’area infet­ta: 1.536, di que­sti sono risul­ta­ti posi­ti­vi al peri­co­lo­so bat­te­rio il 6,5%. «Non è però cor­ret­to affer­ma­re che tut­te le pian­te ana­liz­za­te sia­no sin­to­ma­ti­che né tan­to meno mala­te – ave­va pun­tua­liz­za­to Nar­do­ne -. Infat­ti, il moni­to­rag­gio ha riguar­da­to pre­va­len­te­men­te pian­te che inter­fe­ri­va­no con ope­re pub­bli­ca uti­li­tà. D’altra par­te non sem­pre i sin­to­mi bru­sca­tu­ra foglia­re, lad­do­ve pre­sen­ti, con­du­co­no al dis­sec­ca­men­to rapi­do del­la pian­ta».

Ora per sgom­be­ra­re il cam­po da qua­lun­que equi­vo­co, la Regio­ne – con­si­de­ra­ta anche la richie­sta mani­fe­sta­ta più vol­ta dal­la task for­ce regio­na­le su xylel­la, che ha più vol­te insi­sti­to sul­la neces­si­tà di stu­dia­re l’epidemiologia – avvia lo stu­dio spe­ran­do di poter chia­ri­re defi­ni­ti­va­men­te quan­te pian­te sia­no effet­ti­va­men­te mala­te di xylel­la. «Il dibat­ti­to di que­sti gior­ni ha il meri­to di aver sol­le­va­to doman­de che devo­no tro­va­re una rispo­sta chia­ra e tra­spa­ren­te – ha affer­ma­to il diret­to­re Nar­do­ne -. Da tem­po la Regio­ne Puglia si sta muo­ven­do in tale dire­zio­ne. In par­ti­co­la­re, già nel­lo scor­so mese di dicem­bre l’Osservatorio Fito­sa­ni­ta­rio Regio­na­le ha avvia­to un accor­do tra pub­bli­che ammi­ni­stra­zio­ni con Crea, Uni­ver­si­tà di Bolo­gna ed Uni­ver­si­tà del Salen­to con­cor­dan­do azio­ni per lo stu­dio dell’evoluzione del Codi­ro nel­la zona infet­ta. Nell’ambito di tale cor­ni­ce, e coe­ren­te­men­te con quan­to emer­so nell’ambito del­le riu­nio­ni del­la task for­ce volu­ta dal pre­si­den­te Emi­lia­no, si avvie­rà uno stu­dio epi­de­mio­lo­gi­co par­ten­do da inda­gi­ni più appro­fon­di­te rispet­to ai pro­to­col­li di moni­to­rag­gio con­cor­da­ti con l’Ue. Non man­che­rà, peral­tro, l’analisi det­ta­glia­ta del moni­to­rag­gio con­dot­to gra­zie all’intero data­ba­se dei con­trol­li già tra­sfe­ri­to ai ricer­ca­to­ri coin­vol­ti».

Il pro­get­to par­ti­rà nei pros­si­mi gior­ni e vede come part­ner le Uni­ver­si­tà del Salen­to e di Bolo­gna, e Crea, che già stan­no avvian­do nuo­ve spe­ri­men­ta­zio­ni nel­la pro­vin­cia di Lec­ce ormai con­si­de­ra­ta ende­mi­ca al bat­te­rio. «Con que­sta atti­vi­tà la Regio­ne Puglia vuo­le con­fer­ma­re il pro­prio ruo­lo di avan­guar­dia nel­lo stu­dio del feno­me­no che già gli vie­ne rico­no­sciu­to in vir­tù dell’intensa atti­vi­tà di moni­to­rag­gio e del­le nume­ro­se ini­zia­ti­ve con­dot­te nel cam­po del­la pre­ven­zio­ne e del­la ricer­ca – riba­di­sce il pro­fes­sor Nar­do­ne -. Gra­zie a tut­to ciò, i pros­si­mi incon­tri del­la Regio­ne Puglia con il Com­mis­sa­rio all’Agricoltura Hogan (che lune­dì mat­ti­na sarà ospi­te dell’Istituto agro­no­mi­co medi­ter­ra­neo Ciheam di Bari) e con quel­lo alla Salu­te Andriu­kai­tis (con il qua­le è in cor­so una trat­ta­ti­va che si dovreb­be con­clu­de­re i pri­mi di mar­zo) si svol­ge­ran­no in un con­te­sto deci­sa­men­te muta­to e più favo­re­vo­le».

Infat­ti, obiet­ti­vo pri­ma­rio del­la Regio­ne è cer­ca­re di otte­ne­re misu­re meno rigi­de rispet­to a quel­le con­te­nu­te nel­la Deci­sio­ne di ese­cu­zio­ne Ue, nume­ro 789 del 2015. La par­ti­ta da gio­ca­re, come si è det­to già diver­se vol­te, è tut­ta sin­te­tiz­za­ta nel docu­men­to che il diret­to­re Nar­do­ne ha invia­to a Bru­xel­les: cin­que pun­ti essen­zia­li, con i qua­li essen­zial­men­te si chie­de l’eliminazione del divie­to di impian­to dell’olivo nell’area infet­ta per le varie­tà mag­gior­men­te tol­le­ran­ti; l’eliminazione del­le restri­zio­ni alla movi­men­ta­zio­ne del­la vite, dei citrus e del quer­cus ilex, alla luce del­le evi­den­ze scien­ti­fi­che che han­no dimo­stra­to che tali spe­cie non sono ospi­ti di xylel­la fasti­dio­sa cep­po Codi­ro; la dero­ga all’estirpazione degli oli­vi seco­la­ri non infet­ti che, in zone inden­ni e cusci­net­to, rien­tra­no nell’area dei 100 metri intor­no ad una pian­ta infet­ta; la pos­si­bi­li­tà di sup­por­to finan­zia­rio da par­te del­la Com­mis­sio­ne Uea alla Regio­ne Puglia per atti­vi­tà di moni­to­rag­gio, per com­pen­sa­re agri­col­to­ri e vivai­sti; ma anche per incre­men­ta­re l’attività di ricer­ca.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.