Zes, arriva la firma di Gentiloni. Il testo alla Corte dei Conti per la registrazione prima della pubblicazione in Gazzetta

Gabrie­le Rubi­no Quo­ti­dia­no del Sud CATANZARO – È arri­va­ta ieri la fir­ma del pre­si­den­te del con­si­glio Pao­lo Gen­ti­lo­ni sul Dpcm che sta­bi­li­sce i cri­te­ri dimen­sio­na­li e gestio­na­li del­la Zes. Il testo ora pas­se­rà dal­la Cor­te dei con­ti per la regi­stra­zio­ne pri­ma di esse­re pub­bli­ca­to in Gaz­zet­ta Uffi­cia­le. Per la Cala­bria l’estensione mas­si­ma è di poco infe­rio­re ai 2.500 etta­ri. La deli­mi­ta­zio­ne del­la super­fi­cie è quin­di cre­sciu­ta (anche gra­zie a trat­ta­ti­ve por­ta­ti avan­ti con il dica­ste­ro com­pe­ten­te) rispet­to alla ver­sio­ne ini­zia­le del prov­ve­di­men­to (poco meno di 1.500 etta­ri), in vir­tù dell’applicazione di un coef­fi­cien­te più favo­re­vo­le nel cri­te­rio di cal­co­lo che rap­por­ta­va la den­si­tà del­la popo­la­zio­ne con cia­scun ter­ri­to­rio regio­na­le.

Come ammes­so dal­lo stes­so mini­stro per la coe­sio­ne ter­ri­to­ria­le e il mez­zo­gior­no Clau­dio De Vin­cen­ti, qual­che set­ti­ma­na addie­tro, l’obbiettivo è di strin­ge­re i tem­pi sul­la defi­ni­ti­va isti­tu­zio­ne del­le Zes in Cam­pa­nia e pro­prio in Cala­bria. Infat­ti, l’ulteriore pas­sag­gio impo­ne l’adozione di un Dpcm ad hoc per cia­scu­na Zes. L’intento è di chiu­de­re il cer­chio pri­ma del voto del 4 mar­zo, per evi­ta­re che le fac­cen­de elet­to­ra­li ral­len­ti­no una cor­sa che è ormai in dirit­tu­ra d’arrivo. L’indicazione mini­ste­ria­le nasce dal fat­to che il pro­get­to cala­bre­se (insie­me a quel­lo di Napo­li-Saler­no) è più avan­ti rispet­to a quel­lo del­le altre regio­ni del Mez­zo­gior­no. Il pro­gram­ma di svi­lup­po avrà come epi­cen­tro il por­to core di Gio­ia Tau­ro ma si arti­co­le­rà con gli altri por­ti (e retro­por­ti cala­bre­si) inclu­den­do anche gli aero­por­ti. Si avvi­ci­na quin­di la fine­stra tem­po­ra­le che con­sen­ti­rà alla regio­ne di gio­car­si le sue car­te nel­la com­pli­ca­ta par­ti­ta di inter­cet­ta­re inve­sti­men­ti (anche este­ri) per crea­re svi­lup­po dif­fu­so e occu­pa­zio­ne.

Da un pun­to di vista fisca­le, il piat­to for­te rima­ne il cre­di­to d’imposta che può arri­va­re per gli inve­sti­men­ti fino a 50 milio­ni di euro. Sul pia­no del­le sem­pli­fi­ca­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve, il regi­me di abbat­ti­men­to del­le pasto­ie buro­cra­ti­che è un bene­fi­cio di cui potran­no gode­re non solo le altre Zes meri­dio­na­li ma anche le Zls (zone logi­sti­che spe­cia­li). L’istituto, intro­dot­to in extre­mis nell’ultima leg­ge di bilan­cio, con­sen­ti­rà l’applicazione del­la faci­li­ta­zio­ni pro­ce­du­ra­li anche ai por­ti del Nord (ma non, paral­le­la­men­te, il cre­di­to d’imposta riser­va­to alle zone eco­no­mi­che spe­cia­li). Una con­cor­ren­za in più per la Zes cala­bre­se. Per que­sto moti­vo rima­ne fon­da­men­ta­le pre­sen­ta­re un pro­gram­ma di svi­lup­po linea­re ed effi­ca­ce in modo da allet­ta­re i pos­si­bi­li inve­sti­to­ri.

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