Zes “centrale”, parte la corsa. Dopo la proposta dei sindaci dell’area vasta si attendono le linee guida

Gabrie­le Rubi­no Quo­ti­dia­no del Sud CATANZARO – La zona eco­no­mi­ca spe­cia­le è diven­ta­ta, da qual­che gior­no, la gran­de ambi­zio­ne del capo­luo­go regio­na­le. Raf­fi­gu­ra­to come un «un vero e pro­prio pat­to fra le cit­tà», il pro­get­to dell’area vasta di cen­tro che com­pren­de i ter­ri­to­ri di Catan­za­ro, Lame­zia Ter­me e Cro­to­ne aspi­ra a coglie­re al volo l’op – por­tu­ni­tà di poter richie­de­re l’istituzione di una secon­da Zes dopo quel­la di Gio­ia Tau­ro. Gli enti comu­na­li coin­vol­ti han­no avan­za­to una can­di­da­tu­ra rite­nu­ta soli­da, che in un bat­ter d’occhio ha godu­to di un pro­flu­vio di appog­gi poli­ti­ci bipar­ti­san. Un’idea che all’indomani del­la con­ver­sio­ne in leg­ge del Decre­to Mez­zo­gior­no è sta­ta col­ti­va­ta
dall’amministrazione catan­za­re­se, gui­da­ta da Ser­gio Abra­mo. La sen­sa­zio­ne di chi ha segui­to da vici­no il “dos­sier Zes” dell’area di cen­tro è che, per dimen­sio­ni dei muni­ci­pi coin­vol­ti, poten­zia­li siner­gie di infra­strut­tu­re e mez­zi di tra­spor­to, la pro­po­sta del­la tria­de (alme­no per il momen­to) sia in pri­ma fila rispet­to alle altre (Locri­de e Siba­ri­ti­de). La par­ti­ta non sarà sem­pli­ce per­ché, in ogni caso, nono­stan­te
l’inclusione del por­to del­la cit­tà pita­go­ri­ca è evi­den­te che solo quel­lo di Gio­ia Tau­ro è in gra­do di adem­pie­re ai requi­sti dimen­sio­na­li sta­bi­li­ti dal­la nor­ma­ti­va comu­ni­ta­ria.

La can­di­da­tu­ra è ora sul­le scri­va­nie del­la cit­ta­del­la regio­na­le in atte­sa di esse­re vaglia­ta, per­ché è da lì che deve par­ti­re la pro­po­sta ai mini­ste­ri com­pe­ten­ti. Un esa­me che, in ogni caso, sarà ral­len­ta­to da un ulte­rio­re pas­sag­gio mini­ste­ria­le. Infat­ti tra la fine del mese e pri­mi di otto­bre, devo­no arri­va­re le linee gui­da che sta­bi­li­ran­no con mag­gio­re pre­ci­sio­ne la serie di cri­te­ri e di para­me­tri che le aree can­di­da­te devo­no assol­ve­re. Da oggi fino all’atto dell’esecutivo si pro­se­gui­rà con pru­den­za. L’eventuale otte­ni­men­to del­la Zes dareb­be colo­re all’immagine del capo­luo­go, da parec­chi anni sbia­di­ta. Da un pun­to di vista eco­no­mi­co sareb­be l’occasione per crea­re filie­re ad alto valo­re aggiun­to e la spe­ran­za di nuo­vi posti di lavo­ro, maga­ri per mol­ti gio­va­ni in costan­te affan­no. Per com­pren­de­re meglio la por­ta­ta dell’occasione abbia­mo sen­ti­to Giam­pao­lo Gal­li, eco­no­mi­sta e depu­ta­to del Pd, che è sta­to anche il rela­to­re del “Decre­to Mez­zo­gior­no”. « Le Zone Eco­no­mi­che Spe­cia­li costi­tui­sco­no un aiu­to impor­tan­te per il tes­su­to impren­di­to­ria­le del­le zone in ritar­do di svi­lup­po. In par­ti­co­la­re l’idea sot­te­sa al decre­to Mez­zo­gior­no è di incen­ti­va­re in manie­ra impor­tan­te la pre­sen­za e la strut­tu­ra­zio­ne di quel moto­re eco­no­mi­co fon­da­men­ta­le per un ter­ri­to­rio che sono le impre­se. Le impre­se signi­fi­ca­no ric­chez­za e posti di lavo­ro, due pun­ti da cui non è pos­si­bi­le pre­scin­de­re per il rilan­cio del­le regio­ni in mag­gio­re dif­fi­col­tà. Le Zes pre­ve­do­no che le impre­se che ope­ra­no e inve­sto­no nel­le stes­se pos­sa­no avvan­tag­giar­si di pro­ce­du­re sem­pli­fi­ca­te e regi­mi spe­cia­li, con una mar­ca­ta sem­pli­fi­ca­zio­ne degli adem­pi­men­ti richie­sti e dun­que rispar­mio di tem­pi. Un pun­to mol­to impor­tan­te è la pre­vi­sio­ne di un cre­di­to d’imposta per l’acquisto di beni stru­men­ta­li nuo­vi raf­for­za­to con l’aumento a 50 milio­ni di euro dell’ammontare mas­si­mo degli inve­sti­men­ti age­vo­la­bi­li».

Come noto il por­to di Gio­ia Tau­ro sarà la pun­ta di dia­man­te cala­bre­se, tut­ta­via esso sem­bre­reb­be esclu­so dal­la “nuo­va via del­la seta cine­se”. Ciò non deve pre­oc­cu­pa­re, da avvi­so di Gal­li – «per­ché cer­to quel­la non è l’unica rot­ta com­mer­cia­le cine­se, né le pos­si­bi­li­tà di scam­bi si esau­ri­sco­no con Pechi­no. Il Medi­ter­ra­neo ha un valo­re ine­sti­ma­bi­le sot­to un pro­fi­lo stra­te­gi­co per il nostro com­mer­cio. Il nord Afri­ca, al net­to dell’instabilità di alcu­ni pae­si che oggi ci sta crean­do gran­di pro­ble­mi ma che cer­ta­men­te non dure­rà in eter­no, è una risor­sa impor­tan­te, cui il nostro Pae­se deve guar­da­re. Per non par­la­re dell’Europa dell’est e del baci­no orien­ta­le, con un pen­sie­ro rivol­to all’imponente aumen­to dei traf­fi­ci che l’ampliamento del cana­le di Suez ha già reso pos­si­bi­le. Le ZES, e quin­di l’incentivo alla costru­zio­ne di un tes­su­to impren­di­to­ria­le soli­do e radi­ca­to, saran­no uno stru­men­to in più per coglie­re le pre­zio­se pos­si­bi­li­tà di scam­bi di mer­ci e capi­ta­li che non pos­sia­mo lasciar­ci sfug­gi­re». Amplian­do il discor­so, il depu­ta­to del Pd si dice con­vin­to sul ruo­lo del Mez­zo­gior­no come piat­ta­for­ma logi­sti­ca e indu­stria­le del Medi­ter­ra­neo. « Che le regio­ni del Sud Ita­lia occu­pi­no una posi­zio­ne di incre­di­bi­le rile­van­za stra­te­gi­ca – sot­to un pro­fi­lo geo­po­li­ti­co e com­mer­cia­le – non è cer­to una novi­tà, né una spe­cu­la­zio­ne tem­po­ra­nea. La costi­tu­zio­ne di oppor­tu­ne Zes e l’integrazione nel­la rete euro­pea dei tra­spor­ti, uni­ta alla rile­van­za geo­gra­fi­ca del nostro Meri­dio­ne spe­cie a segui­to del rad­dop­pio del cana­le di Suez, costi­tui­sce un asset­to che ha tut­te le poten­zia­li­tà per costi­tuir­si come un cen­tro impre­scin­di­bi­le del­le atti­vi­tà eco­no­mi­che ita­lia­ne ed euro­pee».

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